Home Food Italia a Tavola: Luciano Passeri in corsa per il personaggio dell’anno dell’enogastronomia

Italia a Tavola: Luciano Passeri in corsa per il personaggio dell’anno dell’enogastronomia

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Luciano Passeri è un creativo: gli piace trasformare le materie prime perché così può dare sfogo alla sua anima. E’ per questo che si trova bene in cucina e meno nelle attività commerciali della famiglia. ”Negli anni ’95-96 – racconta – lascio le attività di famiglia, inizio a fare le stagioni e comincio la formazione. Nel ’99 rilevo un ristorante con degli amici e mi circondo di professionisti dai quali imparo le prime tecniche dello stare in cucina e dello stare in sala”. La sua è una conoscenza a 360 gradi delle dinamiche della ristorazione. Una conoscenza volutamente a tutto tondo. “Solo così – spiega – si possono dare risposte positive alla clientela”. ”Il cliente oggi mangia nei locali per vivere un’esperienza – dice Luciano Passeri – Quando viene in un locale, vuole vivere un’esperienza totale, dall’accoglienza alla fine del pasto”. Da qui la sperimentazione di format diversi. ”Conoscere grandi chef come Massimiliano Alaimo, Alessandro Borghese, Cristiano Tomei, Gennaro Esposito – aggiunge – mi ha consentito di avere visioni diverse che ho messo in pratica”. Nel 2005 Passeri vince il primo titolo mondiale con la pizza Mamilù, anagramma sua famiglia. Da quel momento parte la carriere più mediatica che lo porta ad aprire altri locali e ad evolversi. L’ultima ”creatura” è ”Passeri in centro”: un locale molto particolare che unisce il giusto mangiare al giusto bere. ”Bere – spiega – che non si declina necessariamente in qualcosa di alcolico. Anche un cocktail ben fatto, ben miscelato quindi con un basso contenuto di alcol, può sposarsi alla perfezione con un buon piatto”. E intanto, per queste festività, Luciano Passeri spera in un buon piazzamento nel premio “Italia a tavola”.

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