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Gelate d’aprile, Coldiretti: “Bruciate fino al 50% le produzioni di frutta”

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Il gelo ha colpito duramente nelle campagne dove le produzioni in molti territori sono state praticamente dimezzate, dalle albicocche alle pesche, dalle fragole ai kiwi fino agli ortaggi. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sugli effetti dell’ondata di freddo gelido che ha devastato in questi giorni i raccolti dal Piemonte alla Lombardia, dal Trentino al Veneto, dall’ Emilia Romagna alle Marche, dalla Toscana al Molise.

Se per proteggere i raccolti sono stati addirittura accesi a Padova i falò notturni per riscaldare i ciliegi in fiore in Valtellina è stata spruzzata acqua sulle piante per creare un velo protettivo contro il gelo mentre nelle serre – sottolinea la Coldiretti – è stato aumento il livello di riscaldamento con costi aggiuntivi per le imprese. Una situazione drammatica per molte imprese agricole che – precisa la Coldiretti – hanno visto perdere in una giornata il lavoro di un intero anno. Pomodori, zucchine, peperoni ed altri ortaggi sono compromessi nel centro nord Italia ma anche le piante ornamentali hanno sofferto per le gelate notturne con photinie, evonimi, allori ed altre piante che in Toscana avevano già vegetato vedono compromessa la loro bellezza (e vendibilità) a causa delle basse temperatura che danneggiano le loro foglie.

Dopo le alte temperature dei giorni scorsi che hanno favorito il risveglio della vegetazione le piante sono state sottoposte ad un terribile shock termico con effetti sulle produzioni. Oltre a frutta e verdura a rischio – precisa la Coldiretti – le coltivazioni più precoci di mais, che potrebbero dover essere riseminate ma fuori dal riposo invernale e, pertanto, più sensibili al gelo, ci sono anche la vite e l’ulivo.

Siamo di fronte in Italia alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo che ha fatto perdere – conclude la Coldiretti – oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra cali della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti.

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